Comedor Campana de Palo, Sofì e la paura del ‘diverso’

Villa Bordeau (Bahia Blanca, Argentina) – 7 aprile 2017

“Lo abbiamo aspettato tanto e finalmente è riuscito ad essere dei nostri: Jonathan è arrivato pieno di energia e di tanta voglia di fare, un toccasana per i bambini e per noi. Le reazioni alla sua presenza sono state molteplici: alcuni occhi, quelli dei ragazzini più grandi che vivono con il pallone, si sono letteralmente illuminati vedendolo arrivare; altri, i più ‘scugnizzi’ diremmo a Napoli, lo mettono a dura prova varcando quel confine di cui abbiamo già parlato, ma lui sembra cavarsela molto bene.

Strana invece la reazione che abbiamo avuto da una piccola amica, Sofi. Sofi non è mai uscita da Villa Bordeau e, appena ha visto Jonathan, ha iniziato subito a nascondersi, evitando sguardi e contatti. Poco dopo è esplosa in un pianto inconsolabile, dicendo che non aveva mai visto una persona cosi, cercando di spiegare la sua paura verso un colore della pelle a lei sconosciuto. Con l’aiuto di Luz ho cercato di spiegarle che il mondo è grande e una delle sue bellezze principali sta nel fatto che ogni luogo è caratterizzato da paesaggi e popoli differenti. Una volta calmata, Giulia la ha incoraggiata a fare un disegno da regalare a Jonathan. Quando timidamente glielo ha portato, lui, ignaro di tutto, le ha sorriso e ha aperto le braccia per accoglierla e… lei ci si è fiondata! Lo ha abbracciato forte e gli ha dato un bacio, superando cosi, in meno di quindici minuti, la sua paura verso il ‘diverso’. E’ stato incredibile osservare come, con gesti così semplici, la nostra amica sia riuscita a spiegarci un concetto ancora cosi complesso per noi adulti.

Oggi è una bella giornata di sole, abbiamo giocato tanto e ci sentiamo felici.”

Anna

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